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Farine di cereali, legumi e castagne

La macinazione per produrre la farina alimentare, può essere separata in due fasi principali:

  • la "bassa macinazione" che era effettuata rapidamente, con un solo passaggio sotto la macina;
  • "l'alta macinazione", che in genere si praticava per la farina di grano tenero. Questa avveniva gradualmente, con diversi passaggi per eliminare la crusca ed altre impurità.

Nell'uso comune, il termine farina serve ad indicare quella di grano e in particolar modo quella di grano tenero, mentre si usa la parola semola per la farina di grano duro.

Nei nostri mulini si producevano vari tipi di farine: di mais, di orzo, di farro, di riso, di avena, di segale, di miglio, oltre ai legumi: fagioli, ceci, piselli e lenticchie, frutta a guscio, di castagne e tuberi, ecc.

La farina di ceci è ottenuta dal cece, e in Italia è utilizzata particolarmente in Liguria per la farinata, a Palermo per le panelle e a Livorno per preparare la Cecina.

In molti paesi del nord Europa, la farina di segale è utilizzata per cucinare il tradizionale pane a lievitazione naturale di segale.

In genere, il pane di segale è preparato mescolando anche farina di frumento perché la segale ha un basso contenuto di glutine.

La farina di castagne, detta anche farina dolce, è il prodotto dell'essiccatura e della successiva macinatura delle castagne. Si presenta con un colore nocciola e con sapore dolce e si produce principalmente nelle zone di montagna dai 450 metri ai 900, dove ha modo di crescere la pianta del castagno domestico e dove nel tempo si sono avviate colture adatte alla sua produzione (in particolare su gran parte dell' Appennino e in alcune zone fino in Calabria). Visto l'alto contenuto calorico in passato era un'importante fonte di sussistenza. La castagna introdotta già ai tempi di San Benedetto, era particolarmente coltivata sull' Appennino Tosco-Emiliano e Tosco-Romagnolo.